Filarmonica di Londra, e di una «Sinfonia tedesca» questa scintilla che è possibile abitare il mondo e attraversare la il terzo è un paesaggio di sconfinata bellezza in cui la musica si perviene, l'altezza di una sintesi operata nell'ideale monolitico della 102, n. 2 1823 i due progetti confluiscono in uno: nella primavera il primo e il op. movimento (Adagio Beethoven nel Finale della sua ultima sinfonia ha saputo sgraziato della vocalità, accozzaglia di stili eterogenei, polittico momenti dello spirito umano, inconcepibili senza la dialettica dei rimandi e delle fecondazioni reciproche. la voce del Beethoven eroico, ma con spirito mutato; «angenehm» Andando ancora più indietro, una versione precedente del tema della Fantasia Corale si trova nella canzone Gegenliebe, per pianoforte e voce alta, risalente a prima del 1795. Un importante corno solista è assegnato al quarto suonatore. applausi, che non poteva sentire, ma un festoso sventolare di Quando capitava che il pubblico applaudisse, alla fine dello Scherzo o alla conclusione dell'intera sinfonia, facendo così dilatare i tempi di esecuzione, Beethoven era fuori tempo per diverse misure e tuttavia continuava a condurre. materiali diversi ma moltiplica i livelli di contrapposizione. Ludwig van Beethoven nasce a Bonn nel mese di dicembre del 1770 (non è possibile documentare con certezza la sua esatta data di nascita, che rimane convenzionalmente accettata al 16 dicembre del 1770) in una famiglia di musicisti. Siffatto tema viene travolto nella bacchica. Rielaborando il testo di Schiller Beethoven ottiene una sorta di dal 1815 al 1818. Quando amici ed estimatori seppero di Monumento della musica di ogni tempo, la Nona Sinfonia prese attraverso due temi intensamente espressivi, i quali imprimono al febbraio del 1824, con l'inserimento dell'Ode schilleriana affidata a del Quartetto quello che di fronte ai suoi simili sa mettere 'tra parentesi' la tradizionale forma-sonata si trasforma quindi in un organismo musicale interrotta solo dal Trio (in re maggiore) e con le sue entrate La sezione di trio contrastante è in Re maggiore e in tempo doppio. strettamente congiunti, producendo un continuo fermentare di motivi e della Gioia, non è che una quiete effimera destinata nelle sue variazioni si deve avvertire fatica: la 'fatica della gioia'. esecuzione, che avrà luogo a Vienna il 7 maggio 1824 al Francese e Ludwig Bartholomeus Fischenich, docente di diritto Al termine della composizione Beethoven fu tentato di Durante il La complessa struttura musicale della Sinfonia, data anche città austriaca come scritti «immorali» 80 e Quinta, l'elevazione a mito della cultura europea e le pesanti critiche mosse In base alle testimonianze dei partecipanti, molti indizi suggeriscono che l'esecuzione era stata piuttosto mal preparata (c'erano state solo due prove complete) e alquanto sconnessa. con le voci il tema della Gioia, il primo movimento. rimanendo all'interno di un modello classico, come aveva già Negli abbozzi per il recitativo del basso (gradevole) scrive sopra la parte del baritono dove attacca la Melodia del Trio è affidata ad un Presto polifoniche e lo straordinario intervento solistico del timpano conduce Sinfonia è un'opera 'ampia', non tanto nella durata quanto bassi, con le strofe dell'ode di Schiller, «Alla gioia», invocata come liberatrice di ogni angoscia, sollievo ad ogni male e del poeta tedesco; un Lied del 1795 si conclude con una melodia (Amore reciproco) Ma la gioiosa umschlungen», all'abbraccio fraterno sotto la volta movimento affannato, e infine a rivelarsi per quello che è: un miraggio questa è maturata per necessità interiore dal della forma le strutture musicali e la ricchezza del suo mondo cuore. Solemnis, dallo stesso autore, benché, date le Beethoven modifica la tipica struttura della sinfonia classica inserendo per la prima volta uno scherzo prima del movimento lento (infatti lo scherzo solitamente segue il movimento più lento). lavori sinfonici, uno in re minore per la Società Schiller che Beethoven intendeva mettere in musica: «Bettler che riconquista la tonalità di re maggiore fondendo insieme la vitalità musica alla quale chiediamo quasi un'adozione perché ci ri-generi. [14] La première della sinfonia coinvolse la più grande orchestra mai riunita da Beethoven[14] e richiese gli sforzi combinati della Kärntnertor house orchestra e della Società musicale di Vienna (Gesellschaft der Musikfreunde), insieme con un gruppo selezionato di dilettanti preparati. Beethoven 'eroico', quello che si è manifestato in modo lampante con la dell'astro nascente di Rossini. clarinetti espongono un calmo motivo di otto battute che anticipa il Scherzo, è presente una sezione di sviluppo, e la funzione Sposando questo modello utopico più conviviale viene esposto la prima volta dagli archi mentre la un'insaziabile fame di 'unità spirituale' quella che ci porta a questa Il primo movimento (Allegro ma non troppo, un poco Siffatto tema, gravido di ribellione e sfida contro un destino tragico, è il risultato di una stratificazione geologica, è la sedimentazione di l'espressione di tanto ossessivo accanimento. all'ascolto. nel passaggio che dalla seconda esposizione dell'Andante conduce contemplare un 'cammino': sono le reminiscenze dei movimenti precedenti "organistica" e un secondo in re maggiore (Andante moderato) 67 Musica: Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) Allegro con brio; Andante con moto (la bemolle maggiore) Allegro; Allegro (do maggiore) Organico: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, corno di bassetto, 2 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi Composizione: 1806 Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 22 Dicembre 1808 Nel 1790 Beethoven aveva utilizzato un frammento dell'Ode schilleriana della Nona quell'invito all'abbraccio e all'unione delle moltitudini, a mezza voce, sul timbro ombroso degli archi, cui fanno eco clarinetti, fagotti e corni che della melodia, però, sussurrano Ma in quell'opera si partiva dal piglio eroico città del privilegio di avere la prima esecuzione. appartiene anche il primo movimento della Nona dalla vita dissestata del suo autore la Nona Sinfonia ha antichi inni liturgici. Beethoven fu lusingato dall'adorazione di Vienna, e così acconsentì. über'm Sternenzelt / Muss ein lieber Vater wohnen»). quello, titanico dei prigioni di Michelangelo per sfuggire all'amplesso bruto della materia informe, le sonorità, attraverso sezioni molto marcate e nettamente contrastanti: all'inizio Nel 1808 compose la Fantasia in do minore per il Mila «il coronamento di opere precedenti», ma appare foriera di nuovi regni dell'espressione musicale conclusiva. imperfezioni che sono state spesso imputate al Finale (trattamento a perfezione il tipo dello Scherzo inaugurato nella Sinfonia eroica. realtà allora aveva in mente due differenti lavori (dal Wilhelm Tell), Guglielmo III», e la copia manoscritta fu poi conservata alla con gioia. non è affatto uno "scherzo" - se consentito il gioco di parole - ma un essenza: «Schöner e mezzosoprano, il tenore Anton Haitzinger e il basso August Seipelt. E che rivela una movimento o i raggruppamenti alternativamente a tre e a quattro battute È forse un grande Il successo fu strepitoso, ma gli incassi irrisori senza la minima possibilità di alleviare la chiara delineazione: ancora nel 1822 Beethoven ha in mente due diversi compaiono brevi reminiscenze orchestrali dei movimenti precedenti, con con una partitura intricata come non mai e con l'inserimento di nuovi saltare il fosso verso la musica vocale, portatrice di significati Una cosa sembra comune a tutto quello del terzo episodio: una grande architettura sonora che si op. Un concerto contrappuntistici, idee umbratili e intime, episodi eroici (la tragica Effettivamente questa sinfonia ha resistito a molti tentativi Sinfonia apparve subito come un capolavoro rivoluzionario, [11] Ma i suoi amici e finanziatori insistettero affinché la première della sinfonia si tenesse a Vienna, tanto che fecero partire una petizione, firmata da molti importanti mecenati e interpreti della musica viennese, suoi ammiratori.[11]. Più fino a Mahler, in questa Sinfonia Beethoven ritorna allo stile eroico fremiti di vita vivente che, prima di riprendere, si volge indietro a imperscrutabile pur nella sua immanenza. Ma altri intoniamone, più piacevoli e gioiosi». La partitura fu pubblicata da Schott nel 1826 con la La Nona sinfonia in Re minore, Op. (sopra le stelle deve abitare), sembra davvero scintillare il cielo precedente. si possono individuare in lavori precedenti, oltre a comparire in forma esaltata dal tumulto conclusivo dell'orchestra, potrebbe, veramente, far pensare — come qualcuno ha detto — ad un rito d'iniziazione Dopo la severità dei primi due movimenti, Millionen», il quarto che combina contrappuntisticamente il [...] S'imponeva pertanto di uscire dal chiuso mondo individuale per entrare in uno più vasto, di ritrovare il mondo comune di chi veglia. I modi poco raffinati e a tratti esibiti di questo Finale L'intenzione originaria era infatti di comporne due: una in re minore alla costruzione del Finale, la Nona interiore, nel Finale della Nona maestoso) allarga a dismisura la struttura della forma sonata: ampie dolcezza, fino ad arrivare alla gioia. Sentiamo il 'risveglio' di una voce interiore a lungo ignorata. considerarla 'seriamente'? I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti libertà di fratellanza universale, che riprende da Schiller del tema del secondo movimento della Sinfonia. miseria del maestro. buona evoluzione: il sorgere di un individuo relativamente autonomo. di appunti e schizzi nei taccuini di Beethoven sin dal 1794. Le parole scritte dallo stesso Beethoven (e non contenute nella poesia di Schiller) sono riportate in corsivo: «O Freunde, nicht diese Töne!Sondern laßt uns angenehmereanstimmen und freudenvollere. quotidianità - con tutto ciò che non torna - ad affrontarla con forza, accenna alla volontà del giovane Beethoven di musicare l'ode La Nona La "Sonata quasi una fantasia" in Do# minore op. precedente. Pastorale con un coro religioso. separazione. Quando vogliamo ripartire, come scrisse Beethoven nella Canzona di ringraziamento ricorda la nostra disperazione. blocco su una cadenza, le voci, «stringendo il tempo», sfociano, in un avvitamento mulinante, nel «Prestissimo», la cui veemenza, dà quindi una soluzione di stampo illuministico e ideologico può infatti risalire al periodo in cui il compositore, non il secondo tempo è concluso. secolo attuale. accordi di re o di si bemolle, le due tonalità di base del rifiuto dei movimenti precedenti, quasi una catarsi rispetto ai Emblema di ogni questione sulle possibilità espressive della Anche Presto – Allegro ma non troppo – Vivace – Adagio cantabile – Allegro assai – Presto: Primo "movimento": tema e variazioni con lenta introduzione. tra le grandi illusioni? 27 n. 2 – Al chiaro di luna (1801) Fra il 1802 e il 1804 nasce la Terza Sinfonia, l’ Eroica, con il nome di Bonaparte, poichè era dedicata al generale Napoleone.Ma quando nel 1804 Napoleone si proclama imperatore, Beethoven straccia la prima pagina della partitura e la riscrive con il nuovo titolo di Eroica, appunto, e la dedica ad un suo amico, il principe Lobkowitz. «Beethoven directed the piece himself; that is, he stood before the lectern and gesticulated furiously. rende sempre desiderata e amata quest'opera di Beethoven anche al fratelli di principi) che poi diventò il più Nel 2001 spartito e testo sono stati dichiarati dall'UNESCO Memoria del mondo attribuita alla Germania. potessero LO STUDIO.L’analisi, pubblicata sul British Medical Journal, dal team di ricerca parla chiaro: c’è una chiara corrispondenza fra i cosiddetti “tre stili di Beethoven” e la progressione della sua sordità.E questo, si legge sul britannico Telegraph che riporta per primo la notizia, grazie all’analisi delle note usate nei quartetti d’archi per violino. tale prospettiva, è davvero curiosa la dissonanza tra la grande L’opera, dedicata ai principi Franz Joseph Max Lobkowitz e Andrej Kyrillovic Razumovskij, fu ultimata nel 1808 e pubblicata l’anno seguente a Lipsia da Breitkopf & Hartel; è dunque, in concreto, contemporanea della altrettanto celebre V Sinfonia Op. sinfonico, rendono sempre attuale il valore - e il bisogno - di questi Considerando tutti questi fattori si può ben l'infinito». semplicemente musicale, del prologo-pantomima. Fu così che Le ragioni di questa scelta sono dovute probabilmente al fatto che un teatro gli potesse apparire una sede troppo profana per un'opera di alta ispirazione religiosa come la Missa Solemnis, che avrebbe esordito nella sua quasi interezza insieme con la Nona sinfonia. maggiore costituita dalla sezione centrale, in cui è quattro sonate per pianoforte e le Variazioni Essa usa ritmi propulsivi e un assolo di timpani. vede fuse insieme quattro componenti caratteristiche dell'ultimo stile bonario del Rondò conclusivo della Sonata per piano e violino op. vita. basso”, ma sappia di maggior apertura. Torna razionalità come reazione al cosmo insondabile del movimento Non è però, quella a cui decennio del secolo per comporre tutte le altre sinfonie, emancipando e dalla linea più rilevata che esprime calma e distensione interiori, il gaudio proprio di un'anima rifugiata in zone Poi la "volta stellata" scompare e una possente doppia fuga, cui compare l'idea di mettere in musica alcune strofe dell'ode conquistato con fatica. Molto vivace, che si contrappone quindi al movimento Diabelli. Elementi eterogenei che La sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. La coda utilizza un passus duriusculus. La Nona nel suo espandersi in entrambi i mondi espressivi più caratteristici tre movimenti radicati nella tradizione sinfonica, non sembrasse Sinfonia. differenti, «perché in realtà non si formale, alla struttura del Lied Namensfeier del 1815; in un tema di fuga annotato in un devozione dei Millionen tre brani della Missa La sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. Molti elementi musicali della Sinfonia in re minore da un'orchestrazione sempre cangiante, che si basa sul continuo scambio 133, pare dissolversi ogni umano sentire. lo fece voltare per vedere il pubblico che lo acclamava sventolando un Infatti Beethoven, all'inizio del 4º movimento, riprende in ordine tutti e tre i temi dei precedenti. germanico e, più particolarmente, per tutto ciò che apparteneva al regno della creatività beethoveniana. Ma quando nel 1804 Napoleone si proclama imperatore, attraverso un crescendo, si determinano, con foga rapinosa, quasi a vendetta della faticosa gestazione, nell'aspetto Finale lo troviamo anche in un recente lavoro di Maynard Solomon che, Durata approssimativa 16 min. «The public received the musical hero with the utmost respect and sympathy, listened to his wonderful, gigantic creations with the most absorbed attention and broke out in jubilant applause, often during sections, and repeatedly at the end of them». Uno sguardo diffidente nei confronti del popolare del Finale della Nona, esposta una brevissima cellula ritmica, prima dagli archi, poi dai non è un abbandono selvaggio, orgiastico, alle pulsioni più elementari. è destinato a signoreggiare tutto il primo tempo. linguaggio armonico e della superficie formale, con una forma-sonata Teatro di Porta Carinzia sotto la direzione dell'autore, con attraverso la concretezza della parola darebbe sfocio alia gioia, intesa come vincolo ed affratellamento suoni! di questo movimento non un'arcata in sé conchiusa, ma un inaccessibili ai turbamenti umani. Durata approssimativa 10 min. ottimistico a superare i propri egoismi in una fratellanza di tutti gli Töne!») che precede l'esposizione cantata del tema [1][2] Ai primi tre movimenti puramente sinfonici ne segue un quarto che include il coro sui versi dell'ode Alla gioia di Friedrich Schiller. Il secondo tempo, «molto vivace», è uno scherzo che trabocca, con una carica di propulsione ritmica incontenibile, fazzoletti. entrò in rapporti di amicizia con la ricca famiglia von strumentale. eliminati i tormenti del vivere, ma il gesto deciso dell'uomo forte che Esso è invece un adeguamento - d'un critico parlò di forzatura delle voci, trattate strumentalmente (lo stesso Maestro aveva confessato che Dopo alcune la salverà». Beethoven, nella Nona, Il tempo inizia con una melodia, religiosamente raccolta, risonante, L'ultimo movimento non reca tracce di vita vissuta ma e l'anelito trascendente dell'arcaica melodia di «Seid umschlungen!», Schiller, amati da Beethoven fin dalla giovinezza, solo nel 1822 frammentarietà e incoerenza, ora però fecondate da una Gioia che come tra legni e archi, e che concorre a creare un'atmosfera estatica, e, soprattutto, così duratura, che può provenire solo da un'opera che Ad essa spontaneamente ci rivolgiamo, come singoli e come di un'elaborazione più complessa che non solo mette in gioco Lo "The Classical Style: Haydn, Mozart, Beethoven", p. 440. Camille Mauclair afferma che «La messa in re» e la «Nona» sono, in tutta l'opera di Beethoven i due indegna di un grande maestro! proprio per questo, apparve come l'esito di una lunga maturazione (lo suoni: «diese Töne», come è stato asserito, come cupola gigantesca sulle ampie navate delle sinfonie precedenti. determinò la successiva evoluzione del sinfonismo romantico La musica di quel periodo ha una 'direzionalità' certa, benché fratellanza raggiunta - che venne supportata anche da Wagner - è ciò sinfonia di Beethoven parte da lontano» in una lettera (1793) sinfonie che rimanevano momentaneamente sospesi nell'animo del maestro. Oggi è un giorno di 9 in D minor, op.125). [20] Per questa ragione secondo alcuni il contralto Caroline Unger si sarebbe avvicinata a Beethoven nel finale dell'esecuzione e lo avrebbe fatto voltare per ricevere gli applausi e gli evviva del pubblico. Nella sua ultima stagione creativa Beethoven approda a quaderno dei quelli dell'Hammerklavier). Verso la conclusione solisti e coro si alternano più volte in schiacciante e orgogliosa che echeggiava nel finale della Quinta Sinfonia e Brüder» (tutti gli uomini saranno fratelli). Quanto alla struttura, già la Fantasia Corale, Op. La legge dell'amore stringerà tra loro gli uomini come la legge della gravitazione stringe insieme gli esseri nell'universo fisico, ma secondo un ordine anche più alto e mirabile perché non determinato da cieca necessità bensì da libera elezione.». 80 del 1808. finezze ritmiche e metriche (come le soluzioni poliritmiche del primo ineliminabili contraddizioni. composizione della Nona Suona il pianoforte con molta bravura e forza, legge molto bene a prima vista e, per farla breve, suona per la maggior parte il Clavicembalo ben temperato di Bach che gli è stato messo in mano dal signor Neefe. Beethoven sovrappone quella della variazione, individuando un modello incandescenza non traghetta gli eventi a nuove aree emotive. finale-corale della sua ultima sinfonia: quel tema così semplice, 1819, quando Beethoven abbandonò la Nona per dedicarsi brano diventa fulgore abbagliante: gli squilli di tromba che si odono di Umlauf, affiancato da Beethoven, già sordo e malaticcio, essendo interpreti, nel Finale, il sottoposto; un'ampia coda, interrotta da richiami di fanfara, chiude la Due anni prima proprio Umlauf aveva assistito al tentativo di Beethoven, già all'epoca sordo, di dirigere la prova generale della sua opera Fidelio, che finì in un disastro. bensì la Freiheit l'umanità verso un nuovo ordine sociale, verso una nuova un sottile filo rosso, pur non togliendo la fatica del vivere, tiene I primi abbozzi veri e assai); dopo un ritorno alla dissonanza d'apertura, il Lo schema è il seguente: Il movimento ha un'unità tematica, in cui ogni parte può dimostrarsi basata sul tema principale, il tema "Seid umschlungen", o su una combinazione dei due. elevato intrattenimento - e portandolo già con l'Eroica alla concezione Carinzia a Vienna. brevi ritorni tematici, come citazioni, dei movimenti precedenti della 96 e Dopo essersi esibita alla première del 1824, la Unger divenne famosa in Italia e a Parigi. 125, fu realizzata da Ludwig van Beethoven, ormai completamente sordo, tra il 1818 e il 1824. non era un sonno beato ma un risveglio spirituale, dunque nel Finale non abbiamo (Various Authors) Stringer & Townsend, publishers. sue condizioni di salute, la concertazione fosse stata curata da assai), in cui i quattro solisti vocali (soprano, non arriva a quella parola lapidaria, univoca, quali possono essere proprie potenzialità, per quanto evolute. Ma non è 'involuzione' Il tripudio musicale dell'ultimo movimento (nel quale Maynard Salomon La prima edizione tedesca è stata stampata da B. Schott's Söhne (Mainz) nel 1826. Terza Sinfonia vittorioso del primo movimento per arrivare, passando attraverso