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La mobilità elettrica: curiosità e approfondimenti.

La mobilità elettrica: curiosità, approfondimenti e costi di ricarica.

La mobilità elettrica interessa sempre di più i cittadini ed ha ancora molte domande in sospeso.

Che sia la mobilità del futuro ormai nessuno lo mette in dubbio, è una transizione tecnologica inevitabile per varie ragioni:

  • affronta i problemi climatici e di inquinamento che stanno impoverendo la qualità della nostra vita e ipotecando il futuro delle generazioni a venire;
  • rispetto alle automobili a combustibile fossile il pieno di “carburante” è molto meno costoso e l’auto elettrica dà la possibilità di entrare in zone a traffico limitato parcheggiare gratuitamente pagare meno tasse;
  • per le altre performance delle automobili elettriche in termini di velocità e sicurezza.

Per capire meglio l’opinione che i cittadini italiani hanno sulla mobilità elettrica sono stati fatti svariati sondaggi e in particolare, quello di Axpo, rileva che soltanto il 14,4% degli automobilisti comprerebbe subito un’auto elettrica, gli altri sono più orientati ad acquistare un’auto ibrida senza ricarica oppure un’auto ibrida plug in (cioè con due motori uno elettrico e uno a benzina).

Sicuramente l’assenza di un’infrastruttura di ricarica capillare è uno degli ostacoli all’acquisto di un’auto elettrica, il timore è quello di restare con la batteria scarica e di non riuscire a trovare una stazione di ricarica.

Un altro freno all’acquisto di un’auto elettrica è il tempo più lungo per il rifornimento e anche la modalità di pagamento.

Queste “difficoltà” sono quelle che toccano nel vivo l’automobilista ma non tengono conto di una riflessione più ampia sulla quale dovremmo fare qualche considerazione se si tratta di immaginare il futuro del sistema paese.

Se, infatti, consideriamo il costo del petrolio, la dipendenza per questa tipologia di energia da paesi stranieri, e il fatto che in Italia le emissioni clima alteranti, che provengono dalla mobilità, sono circa un quarto del totale le “difficoltà” sulla mobilità elettrica diventano affrontabili o risolvibili. La necessità di implementare la rete con una mobilità sempre più sostenibile è quindi imprescindibile, sia per ridurre le emissioni che per avere un considerevole risparmio energetico.

Già molte amministrazioni locali dedicano una maggiore attenzione alla mobilità sostenibile attraverso la facilitazione dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico per installare colonnine, oppure mettono a disposizione incentivi per la rottamazione di veicoli inquinanti.

I cittadini dal canto loro cominciano ad orientarsi verso l’acquisto di un’auto elettrica, nel 2018 c’è stato un record di immatricolazioni, nei primi sei mesi del 2018 c’è stato lo stesso numero dei veicoli elettrici di tutto il 2017 anche se parliamo di numeri ancora bassi circa 4 mila nel secondo semestre 2018 che corrisponde all’1% sul totale delle immatricolazioni.

Altro ostacolo è l’autonomia, la batteria della Leaf, l’auto elettrica più venduta al mondo che può caricare 48 kWh e, se guidata con attenzione, ha un’autonomia di 300 chilometri e per ricaricarla completamente se la si collega ad una colonnina che eroga 7 kW servono 6 ore. Caricarla da casa quindi comporta avere un contatore abbastanza potente oppure fare rabbocchi e caricarla nelle colonnine che erogano potenza maggiore. Importante anche sapere quanti kWh effettivamente l’auto riesce a caricare in un’ora. Per farvi capire se un’auto può caricare solo 4 kWh attaccarla ad una colonnina da 50 kW non cambia il fatto che l’auto possa assorbire solo 4 kW all’ora.

Approfondimenti.

La ricarica auto per le abitazioni è piuttosto semplice. Si installa una presa dedicata, tipicamente al muro del garage e collegata all’impianto di casa. Abbiamo già detto che è utile conoscere la capacità di erogazione del contatore e la capacità di carica dell’auto per sapere in quanto tempo sarà possibile fare “il pieno”, cioè caricare completamente la batteria.

Per le aziende le colonnine di ricarica possono essere utili: per i dipendenti, per le loro auto private, per le auto aziendali consentendo la possibilità di avere una flotta di vetture elettriche e infine per i clienti. Molte aziende oggi installano le colonnine anche per dare un servizio in più ai propri clienti ed essere più attrattivi sul mercato.

In questo ultimo caso sarà necessario avere un parcheggio privato ad uso pubblico o una concessione di spazio pubblico da parte del Comune. Così come sarà necessario che la stazione di ricarica sia collegata ad una App per assicurarsi visibilità e, quando possibile, dare la possibilità di prenotare la sosta.

Di colonnine ce ne sono di vari tipi, la prima differenza sostanziale è la presenza di una presa oppure due in modo da consentire la ricarica a due vetture contemporaneamente. La seconda è la capacità di erogazione che stabilisce inevitabilmente la velocità di ricarica e di conseguenza il tempo.

Quindi il tempo di ricarica dipende unicamente dalla potenza espressa in kW messa a disposizione della colonnina e dalla potenza massima accettata dalla batteria della vettura.

Generalmente le prese domestiche hanno una potenza da 3 kW e in alcuni casi da 7 kW mentre per le aziende si cerca di alzare la quantità per accorciare il tempo di ricarica arrivando a una potenza dai 7 ai 22 kW. Ci sono poi stazioni “fast” che arrivano ad una potenza di 50 kW.

L’installazione.

Per l’installazione è importante avvalersi di personale tecnico che possa fare un sopralluogo per stabilire la distanza tra la colonnina di ricarica e il quadro elettrico o se partire direttamente dal punto di prelievo dalla rete. Un sopralluogo permette di fare un piccolo progetto e un preventivo di spesa anche considerando la parte edile, se necessaria, per il cavidotto e il corrugato.

Per quanto riguarda la ricarica oggi ci sono varie possibilità che possono soddisfare tutte le esigenze.

Esclusa la colonnina privata ad uso domestico che non ha bisogno di nessun sistema di pagamento per la ricarica, le altre si possono distinguere per per modo di pagamento, ad esempio per sintetizzare:

  • Il modello RFID che permettono, con una tessera specifica, sbloccare la colonnina. Chiaramente un sistema a disposizione di un numero limitato di persone (ad esempio gli ospiti di un hotel o i soci di un club)
  • Il monitoraggio remoto attraverso piattaforme Cloud o con carta di credito o App.

I costi di ricarica.

I costi di ricarica variano a seconda della fonte. Nel caso di una presa domestica varierà a seconda del fornitore di energia elettrica, mediamente 0,20 o 0,25 eu a kWh. Mentre per le ricariche su colonnine pubbliche può arrivare a 0,50 eu a kWh. Se volete quindi calcolare quanto costa una ricarica completa vi basterà fare una piccola moltiplicazione. Per esempio per un’automobile con una batteria da 40 kWh il costo andrà dagli 8 eu a 20 eu a seconda che la ricarichiate a casa o in una colonnina pubblica.

Conclusioni.

Stiamo vivendo una grande rivoluzione della mobilità, necessaria e fondamentale, per realizzarla serve il contributo di tutti: privati, aziende e istituzioni. Ogni “ostacolo” può e deve essere risolto. La spinta per la trasformazione della mobilità non può che avvenire dal basso affinché anche le amministrazioni locali e le istituzioni nazionali incentivino la rottamazione delle auto più inquinanti e l’installazione di una fitta ed efficiente rete di ricarica.

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